Italian Language Program

stagione 1, Episodio 8

Italia: Più di uno stereotipo

Questo podcast è una riflessione sugli stereotipi americani della “cultura italiana” che si vedono nei film e nella cultura popolare in generale. L’autore è un americano che è andato in Italia per scoprire com’è realmente la cultura. È partito con solo stereotipi, ma è tornato con una nuova interpretazione, e per questo pensa che sia una delle più belle del mondo. Il podcast tratta la storia d’Italia, l’impatto delle politiche e le differenze culturali italiane negli ambiti economici, culinari e linguistici. Questo podcast è un “must” per qualsiasi americano che voglia andare in Italia.

Author & Voice

Aeneas McBrayer

Music Credit

Thea Tyler / Colorize (Instrumental Version) / courtesy of www.epidemicsound.com

Resources

“The Great Arrival.” Library of Congresswww.loc.gov/classroom-materials/immigration/italian/the-great-arrival/. Accessed [11/2025].

 “Northern League.” Encyclopædia Britannica, 14 Mar. 2024, www.britannica.com/topic/Northern-League.

 “Unification of Italy.” Wikipedia, Wikimedia Foundation, 29 Nov. 2024, en.wikipedia.org/wiki/Unification_of_Italy.

 Pescarini, Diego. “Northern Regional Italian.” Oxford Handbook of Morphology, edited by Jenny Audring and Francesco Gardani, Oxford University Press, 2023, pp. 882-904. HALhal.science/hal-04353969/file/Ch39%20Pescarini%20Northern%20regional%20Italian.pdf.

Trascrizione

Ogni anno, circa 65 milioni di persone vengono in Italia in vacanza. E che cosa vedono i turisti? Vedono, di solito, solo una versione edulcorata degli italiani. E, grazie a film come Il Padrino e serie come I Sopranos, è facile pensare che gli italiani siano tutti simili e concordi tra loro. Da americano, pensavo che l’Italia fosse un’unica cultura. Lo stereotipo dell’unica “cultura italiana” è riconosciuto dalla maggioranza degli americani.

Però non è basato sulla verità. Infatti, l’Italia è suddivisa in 20 regioni, con culture completamente diverse per dialetto, tradizioni, storia, e con rivalità distinte. Però, queste differenze sono la base di come conosciamo la cultura italiana oggi.

Noi americani pensiamo di capire le divisioni, come quella che c’è tra Stati rossi e blu. Ma in Italia è più grande: è come se ogni stato avesse una lingua, una storia e un’economia completamente diverse. Le differenze politiche che dobbiamo affrontare in America sono nulla in confronto alle differenze che devono affrontare gli italiani.

Per capire le tensioni e le grandi differenze culturali oggi, dobbiamo tornare indietro al 1861, l’anno in cui l’Italia fu unificata. Era, a differenza della percezione di tanti americani, per ragioni solamente politiche, non culturali.

Prima del regno d’Italia. C’erano tante città-stato che funzionavano più o meno indipendentemente.

Quindi c’era già una differenza profonda tra il Nord, specificamente il Regno di Sardegna, che dava priorità all’industrializzazione. E il Sud, specificamente il Regno delle Due Sicilie, che prioritizzava l’agricoltura. Allora c’era divisione evidente in cultura, tradizione, e atteggiamento verso l’altro.

I primi governi dell’Italia erano solo un modo in cui l’Italia poteva essere vista come un vero potere. Questo governo, che si chiamava il Regno d’Italia, ha istituito politiche impopolari nel Sud come tasse pesantissime, come la “tassa sul macinato”, che influenzano le famiglie più povere. Usarono i soldi per costruire fabbriche e infrastrutture quasi esclusivamente al Nord!

Il risultato? Un’immigrazione enorme verso il Nord in cerca di lavoro e una vita migliore. Milioni di italiani si sono trasferiti in un periodo di 20 anni. (Anni 1880-1900) Non sarebbe stata neanche l’ultima volta, la stessa cosa sarebbe successa 100 anni dopo negli anni ’50 a causa di motivi simili.

E lì, al Nord, furono spesso accolti non come fratelli ma come un fastidio, o peggio, un bersaglio. In quel periodo nacque lo stereotipo del “terrone”, un termine che vuole indicare l’atteggiamento dei meridionali come pigro, incivile, o un peso per la nazione.

E allora? Cosa c’entra questa storia che sembra così lontana con l’Italia di oggi? Perché la storia della suddivisione italiana, resta un’ombra che influenza la cultura italiana.

Prima, il divario economico non è mai stato sistemato. Il Sud è responsabile solo del 20% del PIL nonostante ci viva il 35% della popolazione.

Inoltre, i pregiudizi nati allora non sono mai morti. Stereotipi come “fannulloni” o “terroni” sono sopravvissuti per generazioni e hanno un impatto anche oggi.

Se pensate che io stia esagerando, permettetemi di raccontarvi un aneddoto che mi riguarda. Ho fatto un anno all’estero l’ultimo anno di scuola superiore. Avevo una famiglia ospitante in Trentino, in un piccolo paese che si chiama Tesero. In Trentino, che è sopravvissuto senza tanto esposizione al immigrazione, l’atteggiamento verso i meridionali vive ancora. Ricordo il mio shock quando il mio padre ospitante ha detto che la Sicilia non era una parte dell’Italia, ma Nord Africa. Ma che Roba!

Non è nemmeno solo un’opinione tra alcune persone. Ci sono gruppi politici che hanno cercato di sfruttare il divario tra Nord e Sud Italia. Uno di questi si chiama Lega Nord. Fondata nel 1991 da Umberto Bossi, la Lega lottava per un nuovo paese che si sarebbe chiamato Padania, escludendo quasi tutto il Sud Italia. Slogan come “Roma Ladrona” sono stati una spina nel fianco per i meridionali, e hanno contribuito a peggiorare la situazione. Anche se oggi la Lega combatte soprattutto contro l’immigrazione, le sue radici radicali vivono ancora all’interno del gruppo.

Ma il divario non è solo politico e economico. Il Nord e il Sud hanno culture completamente diverse. C’è una mentalità completamente diversa nella vita quotidiana. Al Nord, la cultura riflette spesso le culture dei paesi europei vicini comel’Austria, la Germania, e la Francia. La vita è più formale, puntuale e industriosa, prevale l’efficienza.

Al Sud, si vede l’influenza del Mediterraneo. La vita è più rilassata, relazionale, e basata sulla famiglia e la comunità.Nel Sud, si sente che la conversazione è la base per la vita. Questi non sono semplici stereotipi, ma codici culturali.

Un esempio che ho trovato molto interessante per mostrare questa idea e che in Sicilia si usa più il condizionale per essere educati, mentre a Milano è considerato uno spreco di tempo. Che strano sarebbe per noi americani se alcuni stati pensassero che un tipo di coniugazione fosse uno spreco di tempo.

E se non fosse abbastanza, ogni regione è al suo interno variegata e molteplice. Ogni paese ha un dialetto, un modo di cucinare, e un atteggiamento verso la vita un po’ diverso dagli altri.

Dove abitavo io, in Trentino, il dialetto cambia ogni chilometro in ogni paese. A volte sono differenze piccole, a volte non sono comprensibili per ogni italiano.

Allora, sappiamo che le culture sono diverse, ok. E sappiamo che non vanno d’accordo tra di loro. Allora che cosa possiamo imparare da questo? Perché penso che la questione sia abbastanza importante da farci un podcast? Te lo dico subito.

E proprio per queste differenze, per questa lunga storia, che la cultura italiana è una delle culture più uniche e belle del mondo. Questo dialogo continuo tra culture che sono più vecchie dell’America rende l’Italia qualcosa che un corso di storia non può rappresentare con abbastanza dettagli. Nonostante le differenze, nonostante gli scontri, l’Italia rappresenta qualcosa di più grande di un solo paese, di una sola cultura. Rappresenta come possiamo vivere insieme a persone completamente diverse da noi. La parte che rende la cultura italiana così speciale è il suo atteggiamento nel mantenere la propria identità mentre cambia.

Allora, come americani, spero che tutti voi possiate godervi la cultura italiana come faccio io. Non immaginandomi i personaggi di Il Padrino, ma apprezzando tutti quegli aspetti che rappresentano una storia più lunga e complicata della nostra.

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